Le insolvenze a livello globale dovrebbero aumentare del 5% nel 2026, mentre le imprese continuano a fare i conti con costi di produzione elevati, tensioni commerciali, prezzi dell’energia sostenuti e condizioni di finanziamento più restrittive.
Nel 2027 si prevede invece un calo delle insolvenze del 4%, con i primi segnali di normalizzazione attesi nella seconda metà dell’anno, secondo l’Atradius Insolvency Outlook pubblicato oggi.
Atradius rileva che le insolvenze si sono dimostrate più persistenti di quanto previsto all’inizio dell’anno, portando a una revisione al rialzo delle previsioni per il 2026 e a ipotizzare un calo più contenuto nel 2027.
«Il contesto economico per le imprese rimane complesso, a causa del persistere degli elevati costi dei fattori produttivi e delle tensioni commerciali», ha dichiarato Theo Smid, Senior Economist di Atradius. «Nel 2026 le insolvenze sono ancora attese in aumento, alla luce dei dati finora registrati e delle nostre previsioni per il resto dell’anno. Sebbene ci aspettiamo un graduale miglioramento delle condizioni nel corso del 2027, si tratterà dell’inizio di un processo di normalizzazione, piuttosto che di un pieno ritorno alla normalità».
Sebbene prevediamo che le condizioni inizino ad allentarsi nel 2027, si tratterà dell’inizio di un processo graduale, più che di un pieno ritorno alla normalità.
Tuttavia, il calo previsto delle insolvenze non è dovuto a un significativo miglioramento delle condizioni economiche. Riflette piuttosto il graduale adattamento delle imprese a un contesto economico più complesso.
Le ultime previsioni ipotizzano che le imprese più vulnerabili usciranno dal mercato entro l’inizio del 2027, mentre quelle che riusciranno a resistere continueranno ad adeguare la propria struttura dei costi, le modalità di finanziamento e le strategie di prezzo a un contesto caratterizzato da costi più elevati. Sarà quindi soprattutto questa capacità di adattamento, più che un sostanziale miglioramento delle condizioni economiche, a determinare la diminuzione delle insolvenze.
Andamento a livello regionale
A livello regionale, sia in Europa sia nell’area Asia-Pacifico si prevede un calo delle insolvenze del 5%, mentre in Nord America la diminuzione dovrebbe essere più contenuta, pari al 3%. Nei singoli mercati, tuttavia, il percorso verso la normalizzazione non sarà uniforme:
- Regno Unito: le insolvenze dovrebbero mantenersi su livelli storicamente elevati, poiché il debito accumulato dopo la pandemia, gli alti costi di finanziamento e la debolezza della domanda dei consumatori continuano a pesare sulle imprese.
- Romania: è uno dei pochi mercati in cui si prevede un ulteriore aumento delle insolvenze, a causa delle persistenti pressioni fiscali, politiche e inflazionistiche.
- Australia e Corea del Sud: dovrebbero contribuire in misura significativa al miglioramento nell’area Asia-Pacifico, con un calo delle insolvenze rispetto ai livelli storicamente elevati.
- Stati Uniti: le insolvenze dovrebbero diminuire grazie al progressivo adattamento delle imprese a un contesto caratterizzato da inflazione e tassi di interesse elevati, mentre la crescita economica si mantiene relativamente resiliente.
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- Le insolvenze a livello globale dovrebbero aumentare del 5% nel 2026, per poi diminuire del 4% nel 2027.
- La normalizzazione dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027, favorita dall’adattamento delle imprese e dall’uscita dal mercato delle aziende più vulnerabili, più che da un significativo miglioramento delle condizioni economiche.
- Il percorso verso la normalizzazione resta tuttavia disomogeneo, con dinamiche delle insolvenze che variano sensibilmente da un mercato all’altro.