Le aziende dell'Europa centrale e orientale continuano a bilanciare liquidità e credito: il 54% delle vendite B2B viene pagato al momento dell'acquisto, mentre il 46% è effettuato a credito. Tuttavia, il fronte del credito è sotto pressione. I ritardi nei pagamenti interessano ormai l'83% dei fornitori e quasi una fattura su tre viene saldata oltre la scadenza. Circa sei aziende su dieci indicano le difficoltà di liquidità dei clienti come la principale causa di questi ritardi. È quanto emerge dall'Atradius Payment Practices Barometer per l'Europa centrale e orientale, pubblicato oggi.
Silvia Ungaro, Senior Advisor di Atradius per le tendenze dei pagamenti B2B, spiega come l'inflazione persistente, l'aumento dei costi e l'incertezza economica stiano ridefinendo i comportamenti di pagamento in tutta la regione:
L'inflazione e l'aumento dei costi stanno ampliando il divario di liquidità nell'Europa centrale e orientale. Il rallentamento della domanda riduce ricavi e margini, mettendo sotto pressione il capitale circolante delle imprese.
Capitale circolante sotto pressione nell'Europa centrale e orientale
I risultati dell'indagine evidenziano quattro principali conseguenze per il capitale circolante delle imprese. L'impatto più immediato è la riduzione dei margini di liquidità disponibili, indicata da circa un terzo delle aziende. Seguono le persistenti difficoltà nella pianificazione dei flussi di cassa e il crescente fabbisogno di finanziamento. La limitazione degli investimenti riflette inoltre come la scarsità di liquidità stia iniziando a influenzare anche le decisioni strategiche di più lungo termine. Queste tendenze suggeriscono anche un maggiore ricorso al credito commerciale, utilizzato dalle imprese per sostenere le vendite.
Con l'aumento delle esigenze di finanziamento, le aziende si rivolgono sempre più spesso a fonti di finanziamento esterne per colmare i deficit di cassa. Tuttavia, il maggior costo del credito potrebbe rendere questa soluzione più complessa, aggiungendo ulteriore pressione a bilanci già messi a dura prova.
Silvia Ungaro evidenzia come queste dinamiche possano aggravare ulteriormente le difficoltà di liquidità:
"Il risultato è un circolo vizioso di pressioni, in cui il peggioramento della qualità creditizia dei clienti, i ritardi nei pagamenti e l'aumento del fabbisogno finanziario si alimentano reciprocamente. Se i tassi di interesse dovessero aumentare in un contesto economico già debole, il costo dell'accesso ai finanziamenti esterni crescerebbe proprio nel momento in cui le imprese ne hanno maggiore bisogno, con il rischio di aggravare ulteriormente le tensioni di liquidità anziché attenuarle."
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- I ritardi nei pagamenti colpiscono l'83% dei fornitori dell'Europa centrale e orientale (CEE), con quasi una fattura su tre scaduta, principalmente a causa delle difficoltà di liquidità dei clienti.
- L'aumento dei costi, la debolezza della domanda e il maggiore fabbisogno di finanziamento stanno mettendo sotto pressione la liquidità delle imprese, limitando gli investimenti e accrescendo la dipendenza dal credito.